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 Capitolo 9

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BaRcE
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MessaggioTitolo: Capitolo 9   Mar Nov 04, 2014 7:36 pm

Ragazzi è un po' che la Torre degli Scribi rimane vuota e i suoi tomi prendono polvere. 
Ho pensato di riportare questa sezione alla sua antica gloria!

Ecco un argomento per cominciare (ho controllato velocemente e mi sembra che sia inedito): immagini, testi, video che descrivano l'essenza di Warhammer Fantasy e/o 40000.

Ho scelto un argomento molto libero così da coinvolgere la maggior parte degli utenti, partecipate numerosi!

Scadenza martedì 11 novembre

______________________________

Oscuro Moderatore del Vecchio Mondo

Referente Elfi Oscuri del Vecchio Mondo


The Road goes ever on and on
Down from the door where it began.
Now far ahead the Road has gone,
And I must follow, if I can,
Pursuing it with eager feet,
Until it joins some larger way
Where many paths and errands meet.
And wither then? I cannot say.
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gruccione
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MessaggioTitolo: Re: Capitolo 9   Sab Nov 08, 2014 1:34 pm

Una mia riflessione  Wink

"Warhammer Fantasy, è l'audace tentativo di creare una versione di quella che sarebbe la nostra storia se davvero i miti, le leggende e le grandi storie con cui siamo cresciuti fossero davvero esistite. Non si limita al lavoro dello scrittore, del regista e dello sceneggiatore che inventano un proprio mondo, un proprio contesto ed una storia da svilupparci intorno: Warhammer Fantasy coniuga perfettamente gli spunti e le peculiarità del mondo che conosciamo con una magnifica e grandiosa opera di invenzione (e re-invenzione) di civiltà, tecnologie, razze, culture sulla scia dell'immaginario del Fantastico (inteso come genere) che è tipico della nostra cultura da sempre, ed in particolar modo alimentato oggi nella nuova fioritura del genere che dobbiamo, a mio avviso, anche all'evoluzione cinematografica e videoludica.
Ma la scommessa vincente in tutto questo è che la vastità di questo mondo così duraturo (si parla di più di 30 anni di attività e progressione temporale delle vicende stesse) poggia sulla base di un gioco, che cattura fin da piccolissimi, e se coltivato nella giusta maniera si trasforma in Gioco (con la “G” maiuscola, da giocare con cervello e ragione), hobby, passione e curiosità.

È questa la vera Essenza di Warhammer Fantasy."
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Franksson asciarossa
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MessaggioTitolo: Re: Capitolo 9   Lun Nov 10, 2014 8:53 pm

Complimenti gruccione la mia idea rispetto alla tua spiegazione sparisce , comunque ho qui delle immagini.
Che scopro ora non sapere come mettererle qualcuno può aiutarmi?
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MessaggioTitolo: Re: Capitolo 9   Mar Nov 11, 2014 12:38 am

Quando rispondi devi premere sul pulsante inserire un'immagine, la carichi e copi nel messaggio il link di mezzo tra quelli che escono

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MessaggioTitolo: Re: Capitolo 9   Mar Nov 11, 2014 9:35 pm

Posticipo la scadenza a domani sera visto che Frankssonn voleva postare le foto

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MessaggioTitolo: Re: Capitolo 9   Gio Nov 13, 2014 11:11 am

A questo punto vince gruccione, non credevo di mettere un argomento così spiazzante... Va bè dai lui farà di meglio

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MessaggioTitolo: Re: Capitolo 9   Gio Nov 13, 2014 2:45 pm

Primo Primo Primo
Allora, io propongo "duelli e imprese eroiche": Immagini/Racconti/Miniature e diorami/Battle report riguardo al più bel duello o impresa disperata/suicida/inaspettata/spettacolare di Warhammer Fantasy e/o 40k. Dal background (ufficiale o da voi inventato), visto in gioco, in immagine o creato da qualche modellista.
Scadenza direi una settimana, a seconda della partecipazione Wink 
Fuoco alle polveri!
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Franksson asciarossa
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MessaggioTitolo: Re: Capitolo 9   Ven Nov 14, 2014 12:18 pm

Grazie Barce e scusa ma mi son trovato sorprendentemente impegnato, cercherò di essere più presente per questa volta.
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Franksson asciarossa
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MessaggioTitolo: Re: Capitolo 9   Mer Nov 19, 2014 9:09 pm

Borri si diresse verso la mischia, aveva appena finito di abbattere qualche zombie, insieme a Darin, che i Barbalunga li vicino erano stati attaccati da mostruosità alate.
Piombate dal cielo le nove creature squarciavano armature e mordevano la carne, mentre i veterani in inferiorità numerica rifiutavano di arrendersi.
Quando fu più vicino Borri li vide meglio, alti quanto un Ogre, i musi da pipistrello nascondevano una bocca con denti lunghi quanto pugnali, le schiene arcuate mostravano creste ossee, gli artigli precedevano ali membranose.
Al arrivo dei guerrieri con la cresta arancione uno di loro ruggii prima di lanciarsi su Darin, con un movimento quasi invisibile ad occhio nudo lo Sventrademoni gli spacco il muso prima che riuscisse ad avvicinarsi troppo.
Attirati dal trambusto altri demoni alati si stavano avvicinando.
Rapido Borri taglio il busto di una della creature, mentre la bestia agonizzava e il suo petto esplodeva in un mare di sangue, le rune sulla sua ascia brillavano assetate.
Tramite un ampio arco mozzo un braccio di un altro aborto lasciandolo contorcere in preda agli ultimi spasmi.
Dopo il puzzo degli zombie essere inondati da sangue sembrava quasi piacevole.
Dietro di lui Darrin stava tracciando una scia di sangue impressionante quasi quanto la sua.
Spaventate le creature batterono in ritirata, scagliando via i Barbalunga nel tentativo sottrarsi dalle asce incantate.
Alla fine rimase solo il più grosso , circondato da pile di Barbalunga morti, in un disperato tentativo di sopravvivere il predatore diventato preda si lanciò su di lui, atterrandolo, il suono delle ossa che si spezzano risuonò nelle orecchie di Borri, senza perdere tempo frappose la sua ascia al artiglio del abominio, tranciandolo di netto.
Ululando di dolore il suo avversario lascio la presa prima di essere decapitato da un suo fendente.
Con il pensiero ringraziò Kragg del aiuto fornito, senza le asce runiche fornite dal Forgiarune del clan delle asce rosse di Zufbha, lui e Darrin sarebbero stati uccisi molto tempo prima di poter trovare il loro destino.
Dopo un attimo per riprendere fiato osservò il teatro della battaglia, la maggior parte delle forze nemiche era stata ricacciata nel' abisso da cui proveniva , senza la forza d'urto di quelle creature le possibilità di vittoria del nemico si affievolivano.
Il generale nemico si palesò con un forte rumore d'ali, in arcione a quello che sembrava il resto di un possente drago un vampiro in armatura nera e mantello scarlatto gli rivolse uno sguardo penetrante, Borri poteva sentire il desiderio di abbandonarsi a quegli occhi.
Ma uno Sventrademoni ha fatto giuramento di cercare la morte in battaglia , non di farsi disarmare dalla prima occhiata.
Urlando il suo canto funebre si lanciò contro il cavaliere.
Ruggendo il drago vomitò una vampata di nebbia verdastra, deviando di lato Borri la aggirò, con un balzo la creatura cercò di schiacciarlo sotto la sua mole, tramite una capriola il nano evito
di finire schiacciato.
Saltando verso l'alto si aggrappò alle costole sporgenti della carcassa, puntellandosi con l'ascia riuscì a salire in groppa al animale.
Piegandosi in basso per sfuggire ad un fendente del cavaliere, si lanciò in avanti, sbalzando il vampiro di sella.
Mentre cadeva lo Sventrademoni colpì la corazza del avversario, piegando il metallo e spezzando le ossa, con un espressione dolorante l'avversario tentò un affondo, deviandolo con l'arma Borri, gli assesto un pugno.
L'impatto col suolo fu tremendo, ma lui non aveva il peso del armatura a bloccarlo, finì il vampiro mozzandogli la testa.Per un attimo il drago lo fissò ,poi intanto che la carne si staccava e le ossa si spezzavano gli parve di vedere una scintilla di sollievo in quelli occhi vitrei.
Deluso per essere ancora vivo Borri sputò sul cadavere, mentre se ne andava al campo col resto del esercito.

susate il doppio post.
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MessaggioTitolo: Re: Capitolo 9   Mer Nov 19, 2014 11:24 pm

Brimir correva verso l'uscita del tunnel, il suo volto, sotto la fioca luce delle lanterne naniche, era una maschera di terrore ma il nano era determinato, se fosse morto tutto sarebbe stato perduto.
Grande ingegnere ed architetto presso la coorte di re Thogrim a Monteterno era stato inviato a supervisionare i lavori in quella che poteva essere una delle ultime grandi miniere di Gromil ancora vergini.
Fu all'inizio del secondo mese di scavi che la situazione degenerò: come spesso era avvenuto in quei giorni i minatori piazzarono le cariche e le fecero brillare, come al solito la polvere si alzò fitta e si diradò ma, questa volta, non arrivò mai il luccichio del Gromil grezzo ma solo una moltitudine di bagliori rossi nel buio. Fu un massacro, gli skaven si riversavano dal cunicolo come un fiume in piena uccidendo i nani disarmati e increduli. Brimir riusci a riprendersi appena in tempo per sparare qualche colpo con la sua fida pistola ma presto capì che l'unica soluzione era tornare al campo fuori dalla miniera per allertare gli altri ed evitare il peggio.
Così cominciò a correre, dopo qualche metro fu raggiunto da un veloce assassino Skaven che con un balzo lo atterrò. Con la pistola scarica, Brimir cercò di divincolarsi; l'assassino era veloce ma non si aspettava una tale reazione da parte dell'ingegnere che con un calcio ben piazzato lo allontanò da se. Rimessosi in piedi, il nano estrasse veloce il suo martello da minatore, l'unica arma al momento disponibile e caricò l'assassino deciso a vender cara la pelle. 
Dopo pochi colpi era chiaro che l'ingegnere stava avendo la peggio: nonostante con un colpo fortunato avesse rotto un polso allo Skaven, questi non gli dava tregua e presto riuscì a ferirlo gravemente ad una gamba facendolo rovinare a terra.
Rapido l'assassino fu sopra di lui, il pugnale levato e pronto a colpire; Grimir realizzò che la sua ora era arrivata, chiuse gli occhi ed aspettò il colpo...
Sentì il suono della carne lacerata ma stranamente non sentì alcun dolore, lentamente aprì gli occhi e vide lo Skaven ancora lì che lo fissava incredulo con la punta di un dardo di balestra che spuntava tra gli occhi.
"Lode a Grugni, mi avete salvato!" esclamò l'ingegnere e si affrettò a scansare il cadavere dell'assassino per unirsi ai suoi compagni nani; quando si alzò però, non vide nani in armatura ad accoglierlo ma una figura alta con un cappuccio nero che lasciava intravedere solo gli occhi di un nero ancora più profondo.
Il nuovo arrivato puntò velocemente un piccolo balestrino contro il petto del nano e con rapidità sovrannaturale gli legò i polsi dietro la schiena. 
"Chi sei?" urlo il nano, "Non importa chi sono" rispose l'individuo mascherato "Tu mi farai entrare nei sotterranei di Monteterno o il tuo destino sarà molto peggiore della morte".
L'assassino guardò divertito gli occhi colmi di rabbia e di sfida del nano. "Avrebbe ceduto" pensò "Lo fanno sempre prima o poi"; presto il suo signore Malekit avrebbe avuto la sua corona e lui ricchezze oltre ogni immaginazione.

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MessaggioTitolo: Re: Capitolo 9   Ven Nov 21, 2014 11:49 am

ragazzi la scelta è ardua... da una parte il racconto di Franksson è fantasioso e ricco di ottime raffigurazioni, dall'altra il racconto di BaRcE è conciso e più corretto sul piano formale.
Credo che chiuderò un occhio sulla forma e punterò più sui contenuti, assegnando la vittoria a Franksson per questo giro, a te la parola!  Smile

Mi spiace molto che siamo così pochi a partecipare, speriamo che qualcuno si accosti alla competizione, magari qualche nuovo arrivato!
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MessaggioTitolo: Re: Capitolo 9   Ven Nov 21, 2014 1:23 pm

Complimenti Franksson! Forza utenti del forum partecipate anche voi!

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MessaggioTitolo: Re: Capitolo 9   Ven Nov 21, 2014 7:06 pm

mi seve un po di tempo per trovare il nuovo argomento comunque grazie.
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MessaggioTitolo: Re: Capitolo 9   Dom Nov 23, 2014 10:36 am

Trovato l'argomento.
La storia deve essere ambientata durante lo svolgersi degli avvenimenti dì EOT  scegliete voi in quale libro.
La scadenza direi domenica della settimana prossima ma dipende dalla partecipazione.
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MessaggioTitolo: Re: Capitolo 9   Lun Nov 24, 2014 9:28 pm

"Il sole splendeva quella mattina sulla Repubblica di Verezzo, ed i piccioni si alzavano in volo dai merli e dai cornicioni delle alte mura di mattoni rossi in uno sbattere d'ali rumoroso quando i suoi passi si avvicinavano. Leonario montava la guardia da quando il cielo si tinge di rosso ad Est, alcune ore erano passate, ed ora poteva iniziare a sentire il calore sul suo volto mentre i suoi respiri si condensavano nella fredda aria mattutina. Indossava la sua divisa composta di piastrone d'acciaio frontale e posteriore con gorgiera, pantaloni e camicia a strisce bianche e bordeaux ricamate oro, alti stivali in pelle, ed il suo elmo a barbuta piumato. Il tutto accompagnato da un mantello di velluto rosso scuro foderato di pelliccia di daino.
Era diventato capitano della guardia cittadina dopo una rapida carriera, guadagnandosi la fiducia ed il rispetto della cittadinanza. Era stata tutto sommato una vita serena, il lavoro era duro, certo, ma la paga era buona e gli permetteva di mantenere la sua famiglia, e questo era tutto ciò che gli importava.
Tutto però era cambiato da quando era comparsa la Cometa a due code, due squarci nel cielo che sembravano essere portatori di tutte le sventure che si stavano susseguendo. Leonario non credeva a simili facezie, ma indubbiamente qualcosa di grosso stava accadendo, come nelle vecchie storie che gli raccontavano da ragazzo, solo che ora ci era dentro, e non era così bello come se l'era immaginato.
All'inizio arrivarono le genti delle campagne portando voci di skaven e creature bestiali che si spingevano fin dove non avevano mai fatto di solito, nel giro di poche ore tutti sapevano, come è normale che sia in una cittadina dalle strade strettissime e gli alti palazzi tra i quali si può conversare da finestra a finestra. Dopo di loro erano arrivate le compagnie di ventura, o per lo meno quelle che non avevano trovato ingaggi nell'Impero, che ultimamente reclutava uomini in ogni dove e da cui provenivano ormai rare notizie, accompagnate da strani racconti. Ma dopo di loro erano arrivati i ratti. Alcuni gruppi – forse spie o esploratori – avevano forzato un condotto fognario ma erano stati facilmente respinti, ed i condotti sigillati. Chi aveva un posto dove andare era fuggito, tra questi il Governatore e la maggior parte dell'assemblea, così ora la città era in mano al Consiglio di guerra degli Ufficiali, in cui sedevano gli ufficiali della guardia cittadina ed i capitani delle compagnie di ventura.


A mezzogiorno le campane suonarono l'allarme e gli uomini corsero alle porte ed ai bastioni, quando Leonerio si sporse vide ratti, troppi ratti per essere una banda spinta troppo avanti dalla fame. Avevano due cannoni, tre catapulte ed un ariete a warpietra, ed il fetore di quella lurida razza era portato dal vento, erano l'avanguardia incaricata di prendere la città, gli skaven erano usciti dalle loro latrine e andavano in guerra.
La loro unica fortuna fu che i loro assalitori erano indisciplinati e mal istruiti nell'arte della guerra, così molti dardi e cannonate poterono andare a segno dai bastioni della città, prima che la prima scarica warp colpisse un bersaglio e che il primo ariete battesse il suo rintocco di morte sulla porta. Il sibilo delle freccie, ed il rombare dei cannoni si susseguirono per infiniti momenti, mentre ampolle di fumi velenosi si infrangevano sulle mura e su chi le difendeva. Un fulmine verde come la bile colpì un torrione, facendo crollare il tetto schiacciando sotto di esso i 20 uomini che lo presidiavano e 4 preziosi cannoni. Una nuvola di polvere e calcinacci di mattoni investì Leonerio facendogli lacrimare gli occhi, mentre osservava una palla dei suoi cannoni colpirne uno di quelli nemici, che crollando su quello di fianco, esplose in una folgore smeraldo.
Ad un tratto la porta sotto di lui scricchiolò sotto i colpi dell'ariete e si infranse in un turbinio di schegge, seguito dal grido di guerra degli uomini delle compagnie di ventura che si lanciarono all'assalto degli skaven con un coraggio da leoni.
Presi tutti gli uomini che poteva sottrarre alla difesa delle mura, Leonerio li seguì, con la sua spada nella destra e la daga nella sinistra. Menò fendenti, sgualembri, dritti, montanti, rovesci e affondi mentre si parava alto sopra la testa, e si aiutava con la daga. Il massacro continuò, la città bruciava sotto i colpi delle catapulte, e gli skaven morivano boccheggiando sotto i colpi di balestre e pistole.


Quando si ritirarono il sole stava calando a ovest, la sua lama era coperta di rosso ed i suoi vestiti incrostati di un misto di sangue, fango e sozzura. Due torrioni erano pericolanti e percorsi da larghe crepe verticali, le mura erano ancora salde, ma gli uomini che le difendevano si tamponavano le ferite, morivano tra gli stenti o giacevano già morti. La gente comune rimasta in città era uscita dalle case e si adoperava per fare il possibile, ma nelle notti a venire molti altri sarebbero morti, e molte famiglie avevano perso il loro sostentamento.
Il rapporto di forze era tale che per ogni uomo libero caduto quel giorno, almeno 20 ratti marcivano nel fango, nemmeno i corvi e i cani osavano saziarsene. Forse era bastato per quel giorno, ma non ci sarebbero stati abbastanza uomini per difendere la Repubblica quando sarebbero tornati, un giorno o una settimana non facevano differenza. Conoscevano tutti troppo bene il racconto della caduta di Miragliano, e sapevano che quel giorno era prossimo anche per loro."
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Franksson asciarossa
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MessaggioTitolo: Re: Capitolo 9   Lun Dic 01, 2014 2:09 pm

Vittoria di gruccione il racconto mi è piaciuto anche perché non parlava delle solite cose peccato la scarsa affluenza.
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